L’Antico Ordine delle Badesse Mitrate – Monstrum Apuliae

Una storia che mi ha sempre affascinato ed è poco conosciuta, ma nei cui meandri lungo i secoli può fare da guida è quella delle Badesse Mitrate che fa parte della storia della mia terra: la Puglia.


Donne dotate di un grande potere, misteriose, detentrici di grande verità occulte rimaste incastonate come pietre miliari nei muri del monastero.


Nel cuore di Conversano a pochi passi dal Castello della Cattedrale restano le antiche mura di quello che fu il complesso conventuale di San Benedetto da Norcia.

Nel Museo Archeologico Cittadino si trovano le testimonianze dell’antica Norba, che per più di cinquecento anni fu simbolo del potere unico e raro delle Badesse Mitrate che amministravano un ricco ed esteso feudo di Castellana e dove avevano la piena autonomia sul clero.





Nel 1266 la prima badessa assegnata al monastero, Demetra Paleologo, che riuniva intorno a sé un gruppo di religiose provenienti dalla Grecia e dalla Romania, ricevette da Papa Clemente IV la mitra, il copricapo della dignità vescovile, insieme al pastorale, e l'autorità di feudatario per esercitare il potere temporale.


Molte le ipotesi sul perché fu fatta questa scelta, ma bisogna ricordare che non si trattava di un caso isolato.

Badesse mitrate, come le definirono, ce n'erano anche in altri Paesi europei.

Ma in Italia il caso di Conversano divenne subito eccezionale.


Per secoli poi, le monache esercitarono ampiamente questo potere e la badessa in primis, la cui forza si manifestava attraverso le grandi ricchezze in dotazione al monastero, gestite con particolare oculatezza e vigore, ma anche con gesti simbolicamente pregnanti.

Ad esempio, era previsto che i preti del capitolo di Castellana, in cui si incardinava il monastero di Conversano, si inginocchiassero spesso davanti a loro, prestando giuramento di fedeltà.


Il baciamano per le Badesse Mitrata di Conversano.


A Natale e a Pasqua, e ad ogni elezione di un nuova Badessa, ma anche in occasioni di funerali della stessa, si attuava il rito del baciamano.

Il rito si ripeteva a grande scorno: al termine della solenne cantata, la badessa si avvicinava alla grata che all’ingresso delimitava la clausura, si sedeva su un trono sormontata da un baldacchino, ponendo il braccio destro fuori, coperto da un lembo della cocolla, la cappa bianca che veniva indossata sul saio nelle occasioni solenni, e uno dopo l’altro i chierici le si posavano davanti e le baciavano la mano.

La cerimonia affermava il potere alle Badesse Mitrate, potere molto scomodo e dai durissimi scontri con i vescovi.


L'ascesa della badessa durò a lungo, fino al 1810, quando il re di Napoli, Gioacchino Murat, avviò la pratica, di ascendenza napoleonica, delle soppressioni dei monasteri.

Iniziò la decadenza e nei primi anni del Novecento la comunità monastica si disperse. Non prima però di aver dato ancora una volta prova del proprio potere decisionale, anche se era ormai finito il tempo delle Badesse Mitrate, che amministravano parrocchie, nominavano sacerdoti e confermavano benefici.


Con amore

Carla

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liberamente ispirato - Fonte:

https://www.bonculture.it/vintage/le-badesse-mitrate-di-conversano-e-il-monstrum-apuliae/

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