Rituale: Riaccendere il Fuoco Sacro Femminile di Vesta

Vesta, Dea greca del focolare domestico, Estia per i Romani, era la primogenita di Crono (Saturno) e di Rea (Magna Mater Opi per i latini), sorella maggiore di Zeus (Giove).


Il culto di Vesta è uno dei più antichi e il mito è praticamente dimenticato.

Racconta la leggenda che corteggiata da Poseidone e da Apollo, la Dea ottenne da Zeus di poter mantenere per sempre la sua verginità e in cambio ottenne grandi onori.

Suo attributo è il focolare e il fuoco sacro sempre acceso nel suo tempio. Narra ancora il mito che quando Hermes, cioè Mercurio, assurse all'Olimpo, la Dea gli cedette il posto alla mensa degli Dei perché schiva dei banchetti, amava la vita privata e raccolta.


Vesta, diventa così una divinità centrale nella civiltà romana, Dionisio di Alicarnasso ci racconta come i romani credessero che il fuoco di Vesta fosse intimamente legato alla fortuna di Roma e che l'estinzione del fuoco sacro avrebbe portato la sciagura alla città.



All'origine il Fuoco Sacro rappresentava il battito del cuore domestico, tutto ciò che era legato al concetto di femminile, casa, accoglienza all’interno della famiglia era avvolto dalla fiamma, che riscaldava e poteva permettere di preparare il cibo.

Le Vestali: Sacerdotesse del Fuoco


La posizione delle Vastali, nell’Antica Roma era ricoperta dalle figlie del re, che, come altre giovani donne romane, erano incaricate di prendersi cura del fuoco nel focolare.

Il fuoco era un elemento di capitale importanza nell'antichità, poiché era molto difficile riaccenderlo. Durante l'Impero Romano, fu istituito a Roma un tempio in cui la sacra fiamma, consacrata alla divinità Vesta, veniva continuamente rinvigorita.


Il 24 febbraio 391 C.E., per effetto del primo dei Decreti Teodosiani (391-392), volti a sradicare il paganesimo nell’Impero Romano fu spento il Sacro Fuoco che ardeva nell’antichissimo Tempio della Dea Vesta nel Foro di Roma da circa mille anni, quale simbolo sacro della Dea, della città stessa di Roma, ed in stretta connessione simbolica con il Calendario Sacro legato alle attività agricole ed alla fertilità della terra. Quello stesso giorno fu sciolto l’ordine delle Vestali, sacerdotesse della dea Vesta.


La dualità archetipa: Estia ed Ermes


Estia (Vesta) compariva al fianco di Ermes (Mercurio) messaggero degli Dei.

La leggenda racconta, che nelle case esisteva un focolare dalla forma circolare dove bruciava il fuoco sacro, mentre fuori dalla porta si ergeva una colonna chiamata “erna” un pilastro fallico associato a Hermes che, con la fiamma anch’essa sempre accesa indicava fortuna e abbondanza per la famiglia.


Anche nei templi queste due divinità erano legate l’uno all’altra, Estia ed Ermes sempre insieme, ognuno aveva una funzione distinta precisa, ma inseparabile per il sostentamento della vita.


Simbolicamente Estia (principio femminile) rappresenta il luogo sacro dove la famiglia si riuniva, a cui fare ritorno; Ermes (principio Maschile) dava protezione alla casa, guida e compagno nel mondo, dove la comunicazione, l’intelligenza e la capacità di orientarsi erano elementi fondamentali per ritrovare la casa.


Il pilastro e l’anello circolare sono diventati il simbolo del maschile e del femminile. Come per la cultura orientale il Lingam fallico rivolto verso l’alto penetra lo yoni o anello, due simboli rappresentati da Estia ed Ermes, uniti dall’immagine dello spirito alchemico del fuoco mistico e simbolicamente collocato sulla terra. Insieme i due archetipi rappresentano lo spirito e l’anima.

Il vento (Hermes) soffia sulle braci e il fuoco si innalza (Vesta)


Quando entrambi gli Dei venivano onorati sia nel focolare domestico che nei templi si benedicevano tutti i valori femminili e maschili. Adesso questi valori sono andati persi e dimenticati, i fuochi sacri non vengono più custoditi e tutto questo rappresenta una perdita delle nostre tradizioni antiche pagane.


Riaccendiamo il Fuoco Sacro dentro i nostri cuori.


Rituale: Riaccendere il Fuoco Sacro


Quando si innalza un rito ancestrale, si riflette non solo nello spazio ma anche nel tempo, si ricorda la sua origine, si assume la sua eredità, si sostiene il suo potenziale e la capacità di saper fare ed essere.


L’umanità con il passare del tempo ha dimenticato i riti antichi e pagani che tanto ci rappresentano.

Vivere il rituale significa riprenderci l’opportunità di manifestare il nostro sentire entrando in connessione con gli archetipi, in questo caso il fuoco rappresentato dalla fiamma ardente è uno degli elementi creativi mistici della vita su questo pianeta.

Risvegliare il Fuoco Sacro di Vesta ci riporta ad una dimensione ancestrale di notevole impatto interiore, intercettando il femminile e il maschile.


Il Rituale di Vesta, per ridiscendere il Fuoco Sacro sarà il 22 Maggio 2021 ore 18.30 al Tempio di Vesta a Roma


Nell’attesa dell’avvio al fuoco, propongo 22 giorni di preparazione e accoglienza al rituale finale che troverete sulla mia pagina Facebook o Instagram, le faremo insieme giorno giorno.


Per info sui 22 giorni di preparazione al rituale e l’incontro al Tempio, scrivimi: carla@storiadiunapoesia.it

O seguimi giorno per giorno sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/carlababudr

o su Instagram https://www.instagram.com/carla_babudri/

dove pubblicherò la preparazione al rituale del fuoco sacro di Vesta per il 22 Maggio.


Con Amore

Carla




Carla Babudri 2021 © Tutti i diritti di scrittura sono riservati

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