L’impermanenza…

Sono qui, perché?


Sono qui per guarire le ferite inconsce, per rimuovere ogni strato ancestrale, tutto ciò che è assorbito nel grembo materno. Sono qui per liberarmi dai condizionamenti fino a quando non mi resta altro che costruirmi da zero, basandomi solo sui sentimenti e la coscienza.


Sono qui per essere il membro della mia famiglia che sente tutto ciò che è stato ignorato, sospeso e morto senza onore. Il mio lavoro è dare libertà a coloro che hanno creato la storia e ricominciare da capo.


La mia anima ha deciso di ascoltare l’infinito a rallentatore, per collaborare e trasformare, a far circolare l’energia e a dare un senso a quello spazio rimasto vuoto.

Sono qui per incendiare lo spirito del fuoco implacabile e della tempesta che ho nel cuore. Sono qui per rimanere impigliata irrimediabilmente con il tutto, incasinare, urlare di rabbia, sentire la sofferenza, spazzare e guarire, per distruggere e ricostruire nuovamente.


Sono qui per sentire tutto ciò che c’è di più umano in questo mondo e portarlo negli spazi dello spirito.


Spetta a me, solo a me impegnarmi nel cercare piacere, esperienza, comodità, rivolgermi verso il Sole e la Luna, innamorarmi dei luoghi e delle persone, ancora e ancora e ancora, sbagliando anche…


Il lavoro della mia vita è mostrare le mie paure, la mia passione, cancellando e disegnando me stessa continuamente, camminare nel fuoco dell’evoluzione, bruciare tutto ciò che non esiste più, per poi ricostruire e bruciare ancora, scolpendomi nella cenere di ciò che ero per essere ancora nuovamente un’altra io, fino all’ultimo granello di polvere.


Sono qui per nutrire il mio insaziabile desiderio d’Amore, quel grande mistero, sono la manifestazione ambulante dell’ignoto in cui non c’è nulla e tutto da risolvere.

Sono qui per amare duro e ferocemente, per afferrare il grande paradosso che l’amore fa male e guarisce allo stesso tempo, perché tutto ciò che è qui e ora, presto sparirà.


Vivaio Abbandonato Pistoia - Foto CB

Tutto su questo piano è cosi labile, fragile come una linea di sabbia che viene abbracciata dall’onda del mare, il mio lavoro è ispirato dalla fugacità di tutte le cose, per vedere infinite possibilità in una vita limitata.


Sono qui per testimoniare l’arte di Madre Terra, per fissare il cielo e parlare con le Stelle nella piena consapevolezza che esisterà sempre un’altra alba e tramonto. Sono io che collego i punti tra le stelle per trovare la strada e immergermi nei sentimenti e tornare aria e giocare con le foglie. Sono qui per stare tra le onde, impassibile, guardando le tempeste passare.


Tutti i miei errori sono narrati dalla mia anima e definiscono il flusso della continua trasformazione, tutto è reale se lo sento, se lo vivo.

Sono qui per cercare l’esperienza.


Sono qui per essere connessa, per tirare tarocchi o leggere l’anima, chiamare gli spiriti e dire preghiere tra cerimonie dedicate alla madre luna; sono qui per esplorare le mie capacità psichiche e camminare in altri regni.


Sono qui per essere ovunque e da nessuna parte, sono qui ma sono collegata con tutte le mie Me, nella vastità dello spazio temporale e non tempo che solo chi è impermanente può comprende.

Ho tante opportunità di creare e distruggere, cercando di realizzare la migliore versione di me stessa. Sono qui per sporcarmi le mani e poi elevarle, ancora e ancora.


Sono qui per essere al servizio, un esempio di respiro tra dolore e desiderio che dimostra che comunque vada la vita, va bene cosi, perché solo così può andare, basta desiderare, anche complicatati e disordinati, l’importante è sentire anche se i desideri sono contrastanti, caotici e sembrano spostare tutti i progetti. Li risiede la grandezza emotiva: la vita.


Va bene cambiare idea, come contenere lo spazio e riprenderlo, va bene allargare le braccia tenendo gli amori tutti in una volta, il cuore è così grande che contiene la vita stessa.




Sono qui per restare e andarmene, quello che creo si increspa nell’eternità karmica, le mie intenzioni sono totali. Niente è per Niente, non c’è fine.

Sono qui per tornare, ascoltare le chiamate del mio spirito, ritrovare le anime gemelle, la mia fiamma, riconoscere il mio respiro che mi rende umano e la mia anima ultraterrena.


Sono qui per fare una lunga passeggiata fino al limite, per rendere ogni momento presente ed eterno fino alla mia morte, per poi continuare…

Questa è la chiamata della vita, l’impermanenza e l’esperienza…


Con Infinito amore

Carla










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© 2015 Carla Babudri -Storia Di Una Poesia-  

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