© 2015 Carla Babudri -Storia Di Una Poesia-  

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Copyright 2007  CARLA BABUDRI

Gennaio 2015-18

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Lasciarti andare è tutto quello che posso fare


Si, mi sono arresa, mi dispiace, ma non posso fare diversamente.

Ogni cellula del mio corpo si sarebbe rifiutata qualche tempo fa, ma mi sono appellata al dolore lancinante che da diverso tempo mi affliggeva.

Lasciarti completamente andare è stato l’atto più forte che abbia mai fatto.

E’ potente, forse troppo per me, ed è in questo presente che cerco di recuperare le forze nel nome di un “noi” mai esistito… quel poco che resta ancora di me.

Ma poi cosa eravamo? Il “Niente”.

Un “Niente” che il cuore rifarebbe ancora…

Ma tutto si è dissolto, portata nel luogo della resa attraverso la notte oscura dell’anima, sento le ombre che mi leccano le ferite.

Mi sento estranea, agitata, persa, dissolta, l’incertezza è ovunque, dentro di me una voce che urla:

“Seppellisciti, si seppellisciti dentro la terra!

Questo non è il momento di scendere a compromessi e saltare su tutto ciò che ti sosterrà a breve termine nelle maree dell’incertezza.

Questo non è il momento di stare nei luoghi compressi, dove il solo obbiettivo e rimanere piccoli.

Seppellisciti cosi profondamente nella tua stessa anima, da sentire la voce dello spirito, noi siamo le nostre bussole, a volte ci perdiamo, a volte ci ritroviamo.

Questa non è la fine, non sfuma tutto così facilmente nell’oscurità, anche se i titoli di coda vanno avanti, questa è una profonda rinascita, anche se fa male.

Si, cadrai. Lascia andare l’idea che cadere significa fallire.

Non hai bisogno di parole, e non importa quanto possa sembrare oscura e silenziosa la notte, non perderai mai quella voce d’amore, è una costante dentro te, ancorata alla verità più profonda.

A volte perdiamo tutto di vista nel caos e nel clamore delle mutevoli maree su cui cavalchiamo.

Ma possiamo sempre trovare qualcosa di nuovo dalle macerie cadute,.

Seppellisciti ancora, ancora un altro po’ e lascialo andare, chi conosce la strada di casa sa sempre come tornare”

A noi che siamo lontani…

Al mio Deimon Ispiratore

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