L’autoerotismo: imparare ad amarsi


Non è raro che le persone trascorrano tutta la loro vita in attesa di iniziare a vivere.” Eckhart Tolle

In questi giorni una mia cara amica, mi ha contattato chiedendomi un supporto per un “problema” che ha con la sua piccola di 6 anni: la bimba si sollecita il suo organo sessuale.

Cosa fare?

Partiamo dall'inizio: cosa significa sollecitarsi l’organo sessuale od indulgere nell'auto-erotismo?

Possiamo innanzitutto dire che entra nella naturalezza umana della scoperta. La bellezza di questo gesto, la scoperta del piacere è del tutto normale.

Si sta entrando in una zona priva di stress, aumenta il sistema immunitario, facendo splendere la pelle, calmando i nervi, e persino proteggendo il cuore ed in più vengono rilasciati anche gli ormoni della felicità e “coccole”.

La parte del cervello responsabile del ragionamento viene chiusa, il corpo sta ricevendo ed entrando in un luogo di assoluto relax.

Il famoso ricercatore sessuale Dr. Alfred Kinsey una volta disse che un orgasmo:

“può essere paragonato al crescendo, al climax e all'improvvisa quiete raggiunti da un’orchestra di emozioni umane … un’esplosione di tensioni “.

Ma per secoli si è colpevolizzata questa pratica, facendola passare per un atto vergognoso, caricandola quindi con grandissimi sensi di colpa e causando quindi, delle grosse distorsioni e dei grossi scompensi psico-emozionali, che da adulti poi incidono inevitabilmente sulla sessualità e nell'incontro con l’altro.

La vergogna e il senso di colpa ha privato il piacere dell’amore, inculcandoci che di masturbazione non se ne deve assolutamente parlare, è qualcosa di sporco, è peccato, fa male, rende ciechi, e tanto altro ancora.

La Chiesa sostiene ancora oggi, che l’autoerotismo è dannoso per il benessere mentale, fisico e spirituale.

In verità queste affermazioni, e il permettere loro di avere potere sulle nostre vite e sulla nostra sessualità, sono quelle che fanno davvero danni.

Tutto questo ha tagliato fuori dalle nostre vita il naturale accesso al piacere, alla conoscenza di se stessi e del proprio corpo, all'energia vitale, paralizzandoci e deviandoci.

Non c’è niente di sbagliato se si desidera il piacere, è una benedizione, è un diritto di nascita. E’ assolutamente normale e naturale che una bambina o un ragazzo voglia esplorare il proprio corpo, è normale giocare con i genitali, come è normale provare sensazioni di estasi.

Nelle filosofie orientali si parla molto di autoerotismo, è la porta d’entrata per la scoperta della sessualità, diciamo i primi passi verso il volersi bene.

Perché poi, non dovremmo?

Con l’autoerotismo il mondo smette di girare è tutto estatico, meraviglioso, le preoccupazioni cessano.

Siamo esseri sessuali, amiamo il piacere e il piacere può essere uno degli atti più sacri, perché evitarlo?

E nel momento che scopri il tuo piacere, sarai anche pronto con l’incontro dell’altro, avrai compreso cosa ti piace, sarai forte del fatto che potrai comunicarlo, parlarne con il tuo partner senza nessuna paura, perché saprai a cosa stai andando incontro senza alcuna colpa.

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© 2015 Carla Babudri -Storia Di Una Poesia-  

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